Bounce rate: abbassa la tua frequenza di rimbalzo

Riduci il tuo bounce rate e coinvolgi il tuo lettore

Bounce rate è l’indice statistico che misura la frequenza di rimbalzo dei visitatori che navigano nel tuo sito/blog.

Ti sarà capitato di digitare su Google una domanda alla quale non sapevi dare risposta, ricevere l’informazione ed uscire subito da quella pagina.

Entrata ed uscita: sono queste le due variabili di cui tiene conto il bounce rate.

Un visitatore che entra, consulta una pagina e poi abbandona la navigazione, va quindi ad alimentare la tua percentuale di rimbalzo.

Bounce rate e query soddisfatte

Se hai fatto un buon lavoro, il tuo sito/blog offre una risposta chiara ed immediata al visitatore.

Questo significa che l’utente digita la sua query su Google, sceglie il tuo sito nella SERP, consulta la tua soluzione e se non espressamente trattenuto, abbandona la pagina web.

La tua frequenza di rimbalzo sarà quindi probabilmente alta, ma non devi temere.

Se il tuo sito/blog si propone di fornire informazioni, offrendo risposte concrete alle query degli utenti, è fisiologico che abbia un bounce rate alto.

In questi casi, non dovrai far altro che coinvolgere maggiormente il tuo lettore. 

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Frequenza di rimbalzo: e-commerce e turismo

Esistono altri due casi specifici in cui il tuo bounce rate potrebbe trovarsi ad alta quota.

Se hai un negozio online oppure lavori nel turismo, sai bene com’è facile conoscere la frequenza di rimbalzo.

Se stai cercando un articolo online, se stai pianificando la tua prossima vacanza, il tuo dito corre veloce sullo smartphone, alla ricerca della grande occasione.

In questi casi, entrare ed uscire dai siti risulta molto semplice, veloce e naturale.

La variabile del prezzo risulta molto determinante e spinge l’utente a navigare anche su website contemporaneamente.

Come detto precedentemente, anche in questi casi è possibile accompagnare il proprio visitatore in un nuovo viaggio, senza perderlo dopo aver visitato solamente la prima pagina.

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Bounce rate: problemi di navigazione e pubblicità

Molto spesso capita però che la frequenza di rimbalzo sia associata a problemi nella navigazione del tuo sito/blog oppure ad un uso eccessivo degli strumenti pubblicitari.

Analizziamo insieme tutti i possibili casi:

Può capitare che una pagina web non si apra, che un link non sia collegato efficamente oppure che un’immagine risulti impossibile da visualizzare.

In questi casi l’utente non trovando velocemente la risposta al suo quesito, tende ad abbandonare la pagina.

Un altro possibile problema può riguardare la velocità di caricamento o la visualizzazione solo parziale della pagina, che spinge l’utente ad abbandonare il tuo sito.

Può capitare che il tuo visitatore si aspetti tutt’altro aprendo il tuo sito web. Deluso, decide così di uscire, alimentando il tuo bounce rate.

Landing page, banner e pop up fastidiosi possono danneggiare il tuo sito.

Il tuo lettore, stanco di dover chiudere tutte le finestre che in automatico si presentano, decide di abbandonare la pagina.

Bounce rate: accompagna il tuo lettore

Per abbassare la tua frequenza di rimbalzo hai mai pensato di accompagnare il tuo lettore durante il suo viaggio?

Il tuo sito/blog nasce per un obiettivo: essere utile al tuo potenziale cliente.

E se lo accompagnassi durante la sua visita?

Diversi sono gli strumenti a tua disposizione per coinvolgere il tuo lettore, trattenendolo e intrattenendolo nel suo percorso.

1) Pianifica attentamente il suo viaggio.

2) Utilizza la tecnica del link building per collegare i tuoi contenuti e delle call to action per indirizzarlo verso un determinato percorso.

3) Rendi più reattivo il tuo sito web, offrendo la possibilità di condividere e salvare i tuoi contenuti.

4) Fai più spazio alle sue esigenze: offriti come vero accompagnatore e guidalo durante tutta la sua visita, proponendo consigli e dando maggiore risalto a ciò che ritieni gli sia più utile.

Bounce rate: come trovarlo e valutarlo?

Se leggendo quest’articolo ti sei incuriosito e vuoi conoscere la tua frequenza di rimbalzo, verifica subito di aver collegato il tuo sito ad un tool di analisi, come ad esempio Google Analytics.

All’interno della panoramica principale, potrai già verificare la tua frequenza di rimbalzo.

Per quanto riguarda la valutazione, non esiste un criterio oggettivo, deve essere tutto parametrato in relazione al settore di appartenenza e al target di riferimento.

Idealmente, però, un buon bounce rate si situa tra il 20 % e il 50 %, anche se in molti sostengono come anche un indice del 70 % non rappresenti un pericolo per le conversioni.

 

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